Login

Pin It

racconti bambini

Racconto di Marcello Argilli
Una lingua misteriosa

O ti suisse tristenbad pir maleste ceste...
Così si sentiva parlare per le strade, e uno rispondeva con entusiasmo:
Famiste elle percaste donni...
Ma che lingua parlano? - si chiedevano i pochi turisti che capitavano in quel paese del tutto sconosciuto.
Tedesco non è, francese nemmeno, che sia giapponese?
Macché, io il giapponese un pochino lo conosco, non gli somiglia neanche lontanamente.
Intanto passava una signora e diceva al figlio: - Odesse smese trafiri arcunte...
E il figlio approvava entusiasta:
Roè roè, cirì ciriè!
Insomma, tutti si capivano benissimo, ma quale lingua parlassero nessun forestiero riusciva a indovinarlo.
Finché la cosa giunse all'orecchio di un famoso professore che conosceva tutte le lingue del mondo. Nella speranza di poter scoprire una parlata ancora ignota, egli corse subito in quel paese.
Per settimane ascoltò la gente, registrò su nastro lunghe conversazioni e poi, chiuso in albergo,
le studiò giorno e notte.

Il segreto di quella lingua

 Il famoso professore ascoltò i nastri decine di volte, confrontò quella parlata con tutte le lingue e i dialetti del mondo, ma niente, non riusciva a capirla.
Raddoppiò gli sforzi, dimezzò le ore di sonno.
Possibile che non riuscisse a decifrarla?
Quel mistero lo tormentava. Ma un giorno cacciò un grido di gioia: aveva scoperto il segreto di quella lingua!
Corse in strada e cominciò ad abbordare tutti quelli che passavano.
Purina tina checchettina! - gridava. E quelli gli rispondevano subito: - Occiana tana tartana! - e giù strette di mano.
Si capivano benissimo.
Il professore era entusiasta: sentiva di aver fatto la sua più grande scoperta, svelato il segreto di. una lingua straordinaria, e al tempo stesso facilissima.
Per parlarla e capirla bisognava infatti soltanto inventare le parole.
«Questa eccezionale scoperta» scrisse la sera. stessa nel suo diano « mi conferma che per intendersi non è tanto indispensabile la conoscenza delle lingue quanto la buona volontà di capirsi».

Leggi i Racconti per Bambini

Pin It