Racconto di Anna Pietrasanta
Il signore e la pecora
Che bel calduccio, dentro il golfetto nuovo che la nonna ha mandato al suo nipotino!
Chi ci dà la lana? - chiede Marco osservando e accarezzando il morbido indumento.
La pecora - risponde pronta Daria, la sorellina maggiore.
L'uomo tosa il morbido mantello. Cadono i bioccoli dal dorso della bianca pecorella che ce ne fa dono. La lana, cardata e filata,
viene poi trasformata in matasse e in tessuti per i nostri indumenti.
E la pecorella resta spoglia? - domanda il bimbo, che rabbrividisce per lei.
Oh! la pecorina è l'animale più mansueto e docile che Iddio abbia creato. Ascolta e saprai.
E Daria racconta:
Un giorno la pecora andò dal Signore a lamentarsi:
Tutti gli animali mi maltrattano e l'uomo mi toglie il mio vello.
Il Signore le rispose:
Ti ho creata debole, ma voglio darti il modo di difenderti.
Che cosa vuoi? Denti terribili, artigli acuti?
No, - rispose la pecora. - Non voglio essere un animale
feroce.
Desideri ch'io metta il veleno nella tua saliva?
Oh! no. Non voglio somigliare ai serpenti!
Allora che vuoi? Corna sulla testa?
Se avessi le corna sarei litigiosa come il caprone. Piuttosto che diventar cattiva preferisco restare come sono.
E restò così, utile all'uomo e mite e buona come piaceva al Signore.
