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La storia delle lucciole
di Angelo Colombo

Una notte Elisabetta, la mamma di Giovanni, si sentì male, tanto male.
C'era nel bosco lontano un'erba che Giovanni ben conosceva e che avrebbe fatto guarire la mamma.
Fuori, la notte era buia, il cielo era pieno di nuvoloni.
Giovanni pregò una vicina che guardasse la mamma e uscì.
Soffiava forte il vento; l'oscurità gli metteva paura.
Attraversò il paese di corsa ed entrò nel bosco.
Ma in quel buio come avrebbe trovato l'erba per la mamma?
Per giunta non trovava più il sentiero. Ci fosse stata almeno una stella...
Se ci fosse stato Gesù con lui, l'avrebbe certo aiutato: con Gesù tutto diventa facile, con Gesù non si ha più paura di niente, con Gesù si riesce a tutto.
E, angosciato, chiamò: « Gesù... ».
Dopo che ebbe chiamato il dolce nome, non sentì più paura e andò innanzi frugando nel buio
Ed ecco che gli parve di vedere una piccola stella.
Possibile? Non era troppo bassa?
Ma ecco ne un'altra e un'altra ancora; tante stelline, che si muovevano intorno a lui e rischiaravano tutto intorno.
E Giovanni ritrovò il sentiero.
Le piccole stelle si muovevano con lui.
Non si sentì più solo. E cercò e trovò l'erba per la mamma.
Tornando, le stelline lo accompagnarono fin là, dove finiva il bosco.
Poi si fermarono nel folto di una siepe.
Con l'erba fu preparata la medicina, e il fanciullo, stanco, s'addormentò con la testina appoggiata al letto della mamma, che, finalmente, riposava anche lei.

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