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Racconto di M. Valcarenghi
Il buio è un cavaliere 

C'era una volta un bambino che aveva paura del buio, ma proprio una terribile paura. Questo bambino si chiamava Giovanni; i suoi genitori lo prendevano in giro: -Vergognati, a otto anni avere paura del buio! Ma loro, che avevano paura delle scosse, dei topi e delle bollette del telefono, loro nessuno li prendeva in giro.
Anche quella sera Giovanni andò a letto al buio, tremando come un budino.
All'improvviso comparve accanto al suo letto un cavaliere tutto nero su un cavallo stupendo tutto nero anche lui.
Chi sei?
Sono il Buio.
Come? Il buio?
Sono il Buio, quello di cui tu hai tanta paura. Ho deciso di venire a conoscerti così, se vorrai, diventeremo amici.
Da dove vieni?
Da nessuna parte, io ci sono sempre stato; come il sole porta la luce sulla terra, io porto lo scuro; il sole lo vedi perché, appunto, c'è la luce, e se non mi hai mai visto è perché io porto l'oscurità. Vuoi venire a fare un giro?
Sì, certo! rispose il bambino.
Il Buio portò Giovanni in cielo tenendolo in groppa al suo cavallo: era pazzesco, c'erano astronavi dalle quali poi uscivano dei personaggi con la coda e le antenne, tutti gialli, che galleggiavano nello spazio come palloncini... Poi il cavaliere accompagnò Giovanni nel cuore della terra, entrando dalla bocca di un vulcano spento. Così il bambino vide la terra diventare sempre più buia man mano che scendevano verso le grandi profondità e scoprì che esiste proprio un altro mondo sotto terra... Ma adesso era ora di tornare a casa.
Eccoti nel tuo lettino gli disse il Buio avrai ancora paura di me?
No, adesso siamo amici. Tornerai a trovarmi?
Tutte le volte che vorrai, io sarò con te. Non occorre aspettare la notte, basta chiudere gli' occhi.
E il buio sparì mentre un filo di sole cominciava ad entrare dalla finestra.

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