In gita scolastica
Un'insolita agitazione regnava quel mattino tra gli alunni.
L'avvenimento era atteso da molte settimane.
A fine mattina la classe doveva uscire dalla scuola, salire su un grande pullman nuovo di zecca, viaggiare per almeno un'ora cantando le canzoni imparate dai fratelli maggiori,
scandire «Più in fretta, autista!» nelle curve più strette, visitare lo zoo di Rivagrande e soprattutto fare un picnic dalle parti della piscina, in un'immensa radura che solo la maestra conosceva.
Un programma davvero divertente.
La sera prima ognuno si era preoccupato di riempire di piccoli tesori lo zaino, o qualche sacchetto di plastica recuperato all'uscita del supermercato.
Sulla strada per la scuola, le borracce piene di acqua e merita, le lattine di gassosa, i barattoli a chiusura ermetica avevano pesato sulle spalle più delle cartelle.
Ma valeva la pena di soffrire.
Gli ultimi bocconi deIl'anno scolastico stavano per essere inghiottiti.
Negli zainetti dei bambini, anche in quelli più minuscoli, c'è sempre posto per infilare un lecca-lecca, una biglia e poi un'altra ancora, o una bambola con i vestitini.
Quel mattino c'erano dunque sulle spalle degli alunni cose da bere e da mangiare, cose per giocare, cose inutili e cose preziose.
