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Racconto di Angela Nanetti Casari
Anch'io so fare goal!

I bambini raccontano di calcio
Mi sono allenato per tre mesi, un'ora tutti i pomeriggi. Gigi me ne ha dette di tutti i colori, mi sono spellato cinque volte le ginocchia, ho sfondato due paia di scarpette da tennis, ho saltato quattro volte il budino di cioccolato perché non facevo in tempo a mangiarlo e ho strappato due magliette nuove di zecca.
In compenso mi sembra di essere cresciuto di qualche centimetro e i polpacci mi sono diventati più grossi; insomma, sono un terzino e domani giocherò per la prima volta nella nostra squadra.
Mi sono fatto disegnare il numero tre sulla maglietta e comprare un paio di calzettoni a strisce.
Prima di andare a letto papà mi ha tenuto una lezione di gioco: moriva dalla voglia di venirmi a
vedere, ma gliel'ho proibito.
Non posso mica rischiare di ritrovarmi sul campo tutta la famiglia!
La notte ho avuto degli incubi: ho sognato che Gigi mi inseguiva con un pallone e che il pallone diventava sempre più grande, come una valanga.
A un certo punto mi sono sentito addosso e ho gridato con tutto il fiato che avevo in gola.
La mamma mi ha portato una tazzona di camomilla e mi ha costretto a berla.
Non avrei mai creduto che una partita di calcio sarebbe stata una faccenda così grossa per me.
E allora come farò quando mi dovrò sposare?
La partita è finita 3 a 2. Non so come, ma un goal l'ho fatto io.
Sembra impossibile, ma l'ho proprio fatto io.
Mi sono trovato il pallone tra i piedi, ho schivato l'avversario che mi marcava, sono andato in porta e ho tirato.
Ho sentito un grido fortissimo Goal!!! e tutti mi sono saltati addosso.
Gigi mi ha abbracciato e gli altri mi hanno sollevato in alto, come in trionfo.
lo non ho capito molto, ma mi sono sentito così felice che ho giocato come se ci fossi solo io in campo.
Che bello giocare a calcio!
A pochi minuti dalla fine un disgraziato mi ha fatto lo sgambetto e sono caduto a terra.
Ho battuto il naso e mi è uscito un fiume di sangue.
Rigore! Rigore! .
I miei compagni gliele voleva suonare, ma è intervenuto l'arbitro che ha fatto battere il rigore.
lo sono andato in panchina con la faccia nel fazzoletto, ma 'non mi importava niente del sangue; mi è
importato che abbiamo battuto il rigore e fatto il
terzo goal.
Quando siamo usciti dal campetto, uno, additandomi, ha detto:
Il goal più bello l 'ha fatto quel piccolino lì.
Quando sono arrivato a casa sono salito in camera a cambiarmi. Sul letto c'era una busta bianca con sopra scritto «Al migliore in campo».
Dentro ho trovato la fotografia di me in campo portato in trionfo dai compagni.

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