
Racconto di MarcelloArgilli
Parole alla rovescia
Il generale gonfiò il petto per gridare un imperioso «Attenti!» ai mille soldati schierati davanti a lui. Ma quando l'ordine gli uscì di bocca, invece di «Attenti», gridò: - Itnetta!
I mille soldati scoppiarono in una tale risata da far diventare il generale rosso dalla vergogna. Nello stesso momento, in uno studio televisivo, il regista dava il via per mandare in onda il telegiornale.
Rivolto alla telecamera, il giornalista abbozzò un lieve sorriso, ma appena cominciò a parlare in tutte le case la gente sobbalzò. Aveva detto:
Omaittemsart li elanroigelet.
La stessa cosa accadeva intanto in tutto il paese.
Per la strada chi incontrava un conoscente lo salutava con un amichevole:
Onroignoub!
L'altro non capiva e rispondeva:
Ehc icid?
Tutti si ritrovarono a parlare m questo strano modo.
Chi diceva: - Oiddo ehc edeccus?
Chi diceva: - Onos otizzapmi?
E successe lo stesso scrivendo.
A scuola, invece di Tema, gli alunni scrivevano Amet e continuavano nello stesso modo incomprensibile.
In banca, il signor Franco Rossi sbarrò gli occhi accorgendosi che aveva firmato un assegno così: ocnarF issoR.
Sembrava che tutti fossero stati colti improvvisamente da un attacco di pazzia.
L'unico a capire cosa stava succedendo fu un turista straniero.
State parlando e scrivendo alla rovescia! - disse.
