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Racconto di Marcello Argilli 
Il viaggio della risata

La risata affiorò dalla gola d'una ragazza del terzo banco, le solleticò la bocca, si affacciò alle labbra e da  lì come a un trampolino, si lanciò in volo nell'aula.
Era una risata così allegra e squillante che sembrava di vederla volare come un trenino pazzo.
Sorvolò i banchi, facendo alzare a tutti la testa dai quaderni, rimbalzò tra le quattro pareti, avvolse l'insegnante che sedeva alla cattedra  e poi, corsa alla finestra, si riversò fuori come un'ondata spumeggiante.
Nell'azzurro del cielo fu un fuoco d'artificio scoppiettante in  infiniti  fiori multicolori.
In classe, come contagiati da quello squillo di allegria, alunni e insegnante. ridevano tutti, e tutti i cittadini ridevano per le strade e le piazze.
Di che cosa aveva riso quella ragazza non si è mai saputo.
Ma che importanza ha?
Non deve esserci sempre una ragione per sentirsi felici, soprattutto quando lo si è tanto da far ridere di cuore un'intera città.

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