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Racconto di Matilde Serao 
Giocare a nascondino

Giocavamo volentieri a nascondino; ci mettevamo in cerchio nella stanza da pranzo e tiravamo a sorte quello che doveva "star sotto".
Quello "sotto" andava a mettersi in un angolo col viso rivolto verso il muro, mentre gli altri in punta di piedi andavano a nascondersi.
Vi era il giocatore egoista che, trovato il nascondiglio per sé. ne scacciava gli altri, col pretesto che facevano rumore. Vi era chi, più fantasioso, si ficcava negli armadi, fra i materassi.
Vi era quello audace che si metteva semplicemente dietro una porta, una poltrona, con la magnifica certezza di non essere scoperto. -Vieni!! era il segnale che tutti erano nascosti.
Quando quello "sotto" lasciava l'angolo allora si schiudevano le porte, gli armadi, si spostavano le sedie le scrivanie e tutti sgusciavano dai loro nascondigli per raggiungere l'angolo e gridare la loro vittoria.

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