Racconto di Cesare Zavattini
La mamma misteriosa
da Parliamo tanto di me, 1944.
Con fine ironia, che certo sarete in grado di apprezzare, l'autore descrive certe situazioni comuni nelle famiglie. La posizione dei ragazzi e
dei genitori viene quasi rovesciata, e in realtà sarebbe un bene che a volte i rapporti familiari venissero semplificati smitizzati da parte
di tutti.
La mamma! Dicono che sia buona. Sarà.
Per me si tratta della donna più misteriosa del mondo. Quando dorme? Mah. Entro in casa dopo la mezzanotte e la trovo che fruga nei cassettoni. Se mi sveglio, anche prima del- l'alba, la sento camminare leggera nella stanza o parlare sottovoce col mio fratellino.
Quei due hanno sempre qualche cosa da dirsi al'insaputa degli altri familiari.
Fa inoltre, della magia: prepara, poniamo, la valigia. « Ho messo le maglie, i fazzoletti, le camicie... ». Guardo, prima di chiuderla, e vedo le maglie, i fazzoletti e le camicie. Arrivo, apro, trovo le maglie, i fazzoletti, le camicie... e una grossa ciambella. Come, quando? Insomma, questo agire nascosto a lungo andare impensierìsce.
Di giorno sta ore e ore in mezzo a cumuli di calze. Chi rompe tante calze? Non esageriamo, i buchi ce li fa lei per restare pomeriggi
interi vicino alla finestra.
Quest'altra è grossa, proprio. Una sera entra in casa Fred, il fratello maggiore, contento come una pasqua: «Ho trovato il posto in colonia ».
Il papà dice allora: « Ragazzi, beviamo una bottiglia di Bordeaux ».
Lei, invece, si mette in un angolo mogia, mogia, e mi pare che abbia le lacrime agli occhi.
Invidia ?
E i padri?.. Un giovanetto, che conobbi ai giardini pubblici, un giorno si confidò meco:
Certi giorni torna a casa con il nervoso.
Tutti zitti. Sembra che sia morto qualcuno.
Si distende nella sua poltrona come un imperatore, e guai ad aprire bocca. Vorrei, vederlo con gli uomini... Oh, se glielo farebbero
passare il nervoso.
Disgraziati fanciulli. Si alzano presto, vanno in letto prestissimo, non hanno vizi, sono sempre in faccende. Devono dire mattina e sera tante preghiere, perfino per quel lontano parente che sta in America. Se la famiglia va in Paradiso, il merito è dunque dei bambini; i genitori col segno della croce se la cavano.
« Un' Ave Maria anche per il signor Antonio », mormora la mamma. Il signor Antonio è l'amico di casa.
I bambini vogliono sempre bene al babbo, anche se il babbo è una canaglia. Vedono il babbo in lite con un altro? Si mettono a piangere.
Il babbo vede il suo bambino che si bisticcia con un altro bambino, non solo non piange, ma prende a scapaccioni il suo bambino.
Quando i bambini sono bravi a scuola, i maestri fanno i complimenti ai genitori. Cornelia passò alla storia perché era madre di due bravi ragazzi. Se erano due svogliati, alla storia ci passavano da soli.
I genitori escono, li lasciano soli:
«Dormi, tesoro; ti porterò la cioccolata ».
Con la cioccolata mettono la coscienza a posto. I bambini mangiano la cioccolata, ma restano del loro parere.
Intanto che i genitori sono fuori, rannicchiati sotto le coltri i bambini stanno in pensiero.
« Andranno sotto le automobili, incontreranno i briganti? ». Ogni tanto tendono l'orecchio. Solo quando i genitori rincasano, i bambini si addormentano stanchi e contenti.
Quante preoccupazioni, quante ore di sonno perdute per questi genitori.
