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Racconto di A. Robbe-Grillet
La neve continua a cadere

La neve continua a cadere, lenta, verticale, uniforme, e lo strato bianco si fa più spesso sugli orli dei davanzali, sulle soglie dei portoni, sui rilievi dei lampioni neri, sulla strada senza veicoli, sui marciapiedi deserti, dove i sentieri giallognoli, tracciati dai passanti nel corso della giornata, sono già scomparsi.
E di nuovo si sta facendo notte.
Regolari, di larghezza costante, uniformemente distribuiti, i fiocchi scendono tutti alla stessa velocità.
Le impronte del passante tardivo che cammina a testa bassa, rasente alle case, s'iscrivono a una a una nello strato uguale, di nuovo intatto, dove le grosse scarpe chiodate già affondano di almeno un centimetro. E subito la neve comincia a ricoprirle, a una a una, restituendo gradualmente il biancore primitivo alla zona compressa, restaurandone l'aspetto granuloso, vellutato, fragile, sfumando gli spigoli vivi degli orli, rendendo il contorno via via più incerto e colmando alla fine completamente la depressione, per modo che la differenza di livello con le zone adiacenti diviene impercettibile, la continuità si ristabilisce e tutta la superficie è di nuovo piana, uniforme, intatta. 

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