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camposanto
Racconto di E. Remarque

Un amico morto

Un soldato tedesco ha ucciso un soldato nemico, Ora il vivo si trova davanti al morto e, guardandolo, gli vien fallo di pensare che ha ucciso un fratello. Allora, così gli parla:
« Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qui dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole.
Ma prima tu eri per me solo un 'idea, una formula nel mio cervello.

lo ho pugnalato questa formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me.
Prima pensavo alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora, vedo il tuo volto, la tua donna; vedo che ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi.
Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire?
Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello, come Kat, come Alberto.
Prenditi venti anni della mia vita, compagno, e alzati; prendine di più perché io non so che cosa ne potrò mai fare ora... ».

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