Racconto di Giuseppe Fanciulli
Primavera
I meli e i peri hanno già ricevuto la fioritura rosea e bianca, e tremando la innalzano nell'azzurro.
Sotto ogni mazzolino di fiori, fa capolino il cartoccetto delle foglie; fra poco la buccia si romperà e le foglie si apriranno piccine, tenere, lustre.
Alla grondaia sono arrivate le rondini e rattoppano i buchi dei vecchi nidi; volano, svolano, ancora portando intorno un riflesso del gran mare che hanno attraversato.
Sui, ramoscelli più nuovi della macchia si posano le capinere, attillate e svelte, attente ad esplorare l'orto.
Dinanzi alla casa tubano le tortore,...pensando al nido.
Per tutta la valle scende un vento fresco, e spazza, spolvera, scioglie gli ultimi nodi dell'inverno; porta nel sole il fumo dei camini, il suono delle campane, le prime libere canzoni.
La primavera è il tempo degli arrivi. Al torrente è arrivata tanta acqua nuova dai nevai che si sfanno, e la sua voce canta più alta tra i ciottoli, parla più tenera tra i salici.
