Racconto di Corrado Alvaro
Vendemmia
L'afa era ancora pesante, il cielo velato di vapori.
La pioggia doveva essere assai lontana, e si cominciò la vendemmia.
Nelle vigne popolate di vespe e di calabroni i grappoli appena punti si disfacevano.
Un odore denso era dappertutto.
Le donne si sparsero pel campo con le loro ceste sul capo, e si adagiavano sotto le viti.
Le dita si appiccicavano legate dai succhi e dalle ragnatele.
Nell'aria si intonavano canzoni cui si rispondeva da vite a vite, i peri e i peschi buttavano giu con un tonfo qualche frutto
troppo maturo.
Verso mezzogiorno il palmento si empi d'uva e fu il primo convegno delle vespe che salivano stordite alla superficie dei grappoli. L'aria era divenuta di miele, e l'aroma delle piante bruciate dal sole simescolava a quello dolce e inebriante delle uve che non riuscivano piu a contenere i succhi e che si disfacevano, un grappolo sull'altro, nel reciproco
peso.
