
Racconto di Mimì Menicucci
L'anello incantato
In una piccola casa sperduta nel bosco, vivevano un vecchietto e una vecchietta. Lui era ancor buono a intrecciar panieri, lei raccoglieva, nella buona stagione, bacche e frutti e così vivevano alla meglio, in pace e in tranquillità.
E se il lavoro, talvolta, mancava, se la prendevano con pazienza e non si lagnavano mai.
Un giorno, il vecchietto dovette andare a far legna nel bosco. L'inverno era duro e la provvista era finita. Non c'era nemmeno un fuscello per scaldare la minestra. Fuori c'era la neve alta e faceva freddo. « Copriti bene» disse la vecchietta. « Prendi la sciarpa di lana e non ti scordare il fazzoletto da naso »,
Il vecchietto prese l'accetta, si mise il cappelluccio e andò nel bosco. La neve cedeva sotto i suoi piedi ed egli faticava molto a fare il suo fastello, Quando l'ebbe finito tirò un sospiro di soddisfazione. Mentre stava, per caricarsi sulle spalle il fascio di legna, vide qualcosa luccicare in mezzo alla neve. Era un anellino di ferro senza nessun valore. « Lo porterò alla mia vecchia» disse. « Gli
anelli fanno sempre piacere alle donne », Se lo infilò al dito per non perderlo ma, appena ebbe fatto questo gesto, sentì una vocina che diceva: «Esprimi il tuo desiderio e qualunque esso sia sarà soddisfatto »,
« Corbezzoli! » esclamò il vecchietto. « E' un anello incantato »,
Lo guardò, poi lo levò dal dito e lo mise in tasca. « Meglio sentire il consiglio della mia vecchietta », E si diresse verso casa.
« Vecchietta mia, ho trovato un anello fatato. Sta a sentire ». Lo infilò al dito e subito si sentì la vocina. La vecchietta fece un fischio per la sorpresa.
« Questo vuol dire che, se chiedessimo un sacco d'oro, potremmo averlo? ».
« Certo, ma in fondo, che cosa ne faremmo di un sacco d'oro? Abbiamo così poche necessità ».
« Certo, certo! » si affrettò a dire la vecchietta. « Dicevo così per dire. Quattrini sono pensieri »,
« Forse, potremmo chiedere un palazzo».
«Un palazzo?» La vecchietta si guardò attorno sbigottita. «Ho vissuto quarant'anni in questa capanna. In un palazzo non mi ci troverei bene ».
« Senti» disse allora il vecchietto con voce decisa « Chiediamo che non ci manchi mai il lavoro. E' l'unica cosa che ci porterebbe vantaggio »,
« Bravo vecchietto! Hai avuto proprio una bella idea »,
E così chiesero all'anello che non mancasse mai il lavoro.
Da quel giorno, una quantità di gente ebbe bisogno di panieri e tutti li volevano dal vecchietto, il quale, tutto allegro, intrecciava vimini dalla mattina alla sera e diceva: « Ma che bel paniere, vecchietta mia, e che anello benedetto l »,
Così, non mancando mai il lavoro, in quella capanna entrò una discreta agiatezza e ai due vecchietti non mancò mai nulla. »
Un giorno che erano in vena di chiacchierare, raccontarono la storia dell'anello incantato a un vicino che era andato a trovarli.
« Come, avete un anello così e non ve ne servite per chiedere ricchezze su ricchezze? »,
« Noi siamo due vecchìerti che hanno bisogno di poco, ma poichè voi, vicino, avete dei desideri, prendetevi pure l'anello e buona fortuna.
Il vicino quasi non credeva a tanta generosità. Prese l'anello e scappò via per paura che quelli si pentissero.
Arrivato a casa, salì nel granaio e infilò l'anello al dito. Subito, la solita vocina disse: « Che cosa vuoi? »,
« Monete d'oro. Ma tante come se piovesse ».
E allora, dal soffitto, cominciarono a cadere monete d'oro come se davvero piovesse a dirotto. L'uomo, che le riceveva tutte in testa, cominciò a gridare:
«Basta, basta! lO. Ma la pioggia non smise finchè quello non cadde giù tramortito.
Mentre stava lì a smaltire la batosta, senza vedere nè sentire niente, arrivò una gazza, attratta dal luccichio dell'oro. Prese una moneta nel becco e volò via dall'abbaino e, poco dopo, tornò con uno stormo di compagne. Tutte presero una moneta e se ne volarono via. L'ultima, che era arrivata in ritardo, non trovò più monete, ma vide l'anellino e prese quello, tanto per non tornare a becco vuoto.
Così l'uomo che non aveva saputo mettere un limite ai suoi desideri. ebbe soltanto la testa piena di bernoccoli e una gran rabbia in corpo.
