Racconto di Italo Calvino
Fra Ignazio
Ignazio si caricò le bisacce sulle spalle, e si mise in cammino per il Convento. Al primo passo che fece, dalle bisacce colò una goccia di sangue, poi un'altra, poi un'altra ancora. La gente per la via, vedendo il frate con le bisacce che gocciolavano sangue, diceva: - Eh! Giornata grassa, oggi, per Fra Ignazio! Oggi i Padri hanno un bel pranzo! -
E Fra Ignazio, zitto, continuava a camminare lasciandosi dietro una scia di sangue.
Al Convento, i frati, vedendolo arrivare con tutto quel sangue, dissero: - Fra Ignazio ci porta carne quest'oggi! Carne appena
macellata! - Aprirono le bisacce, e carne non ce n'era. - E tutto quel sangue?
Da dov'è uscito?
- Non abbiate paura, - disse Fra Ignazio. - Quel sangue esce proprio dalle bisacce, perché l'elemosina che m'ha fatto Franchino non
è lavoro suo, ma è sangue dei poveri che lui deruba.
Da quella volta Fra Ignazio non andò più a domandare elemosina al Notaio.
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