Ho nostalgia dell'aratura antica. Con quelle lunghe file di buoi, quei gridi cosi sereni e le pause e le soste lungo il solco! Non avevano fretta, allora.
Col pungolo alto, davan la voce alle bestie e si volgevano indietro a guardare. Fumava il taglio del solco nella terra viva e si rovesciava la fetta lenta e compatta, cosi che l'uomo, che teneva l'aratro, vi poggiava sopra il piede e l'accomodava.
Veniva la mia mamma a portarci i tegami di polenta condita che, allo scoprirsi, rallegrava come una festa. Polenta cosi buona non ne ho mangiata più in vita mia, stando seduto sulla terra nuda e fresca...
