Racconto d'autunno
di G. Titta Rosa
L'autunno
Passate le feste d'Ognissanti, alle prime piogge, i vecchi sentenziavano:
«San Quintino, acqua a catini". Difatti il cielo s'infoschiva, si caricava di nuvole e
fiatava uno scirocco molle.
Poi cominciava a piovere; e la notte i contadini si destavano al rumore delle muraglie che tonavano, trascinando la terra che, ìn quel paese di montagna, arrampicato anch'esso nella roccia, come i suoi magri vigneti, vi era stata portata nelle ceste, a. spalla o in testa dalle donne.
Nel mattino livido di nebbia accorrevano a vedere i danni.
