Sulla migrazione degli uccelli
La migrazione è un fenomeno studiato presso gli osservatori ornitologici.
Ogni anno gli studiosi fanno prigionieri migliaia di uccelli ai quali mettono, ad una zampa, un anello con una targhetta leggera che reca un numero e il nome dell'osservatorio.
Lanciati liberi, all'inizio del freddo, gli uccelli emigrano. Coloro che li catturano cominciano all'osservatorio il luogo e la data del ritrovamento.
E' così possibile stabilire il percorso effettuato dagli uccelli.

Ogni anno, all'arrivo dell'autunno, calano verso il Sud gli stormi degli uccelli migratori. Passano su paludi, fiumi, montagne, affrontando mille pericoli.
Una di queste «carovane alate», uno stormo di oche selvatiche guidata da Quek, in viaggio verso le regioni calde, una notte perse l'orientamento e giunse sopra una città. Quella volta, Quik-quak, uno dei pili giovani paperi dello stormo, per poco non restò soffocato dal fumo che saliva dalle case e dalle strade.
La notte era serena, ma le luci si distinguevano appena, tanto era spessa la cortina di fumo e di gas che saliva da quella città.
Le oche stordite si impaurivano e, sorvolando le strade illuminate, facevano un tale schiamazzo, che Quek ebbe paura sul serio che si svegliassero tutti gli uomini della città. Per fortuna andò tutto bene.
Lo stormo attraversò la città senza che nessuno se ne accorgesse e si perse nell'oscurità della notte.
L'unico inconveniente fu che qualche oca soffrì per un principio di avvelenamento: avevano respirato con troppa energia qualche boccata di quell'aria cittadina!
