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Racconto autunnale
di Francesco Lanza
Ecco l'autunno

 

Ecco l'autunno tutto grappoli e frutti, odoroso di mosto.
La campagna lentamente si spoglia: fuggono gli uccelli che fecero lieta l'estate  e nel cielo grigio passano i corvi e le gru che sentono l'acqua.
I campi arati fumano, e la prima nebbia li fascia; e gli alberi nudi levano come scheletri le braccia.
Comincia la stagione piovosa, come vuole l'agricoltura. Cadono pioggerelle fine ad inzuppa-villano, e intanto i solchi e le zolle si vanno riempiendo di semi, che daran frutto alla nuova stagione. Ogni tempo ritorna; e tu  bene lo sai, che dal principio dell'anno alla fine spargi il tuo sudore, e non conosci riposo.
Tutto ha dato la terra alle tue fatiche, e intanto nel suo seno fecondo prepara il pane futuro. Sia benedetta la terra, madre benefica, eterna nutrice!
Si colgono i frutti d'inverno e si depongono nei locali di conservazione; è il tempo delle nespole, delle castagne saporose, delle mele cotogne piene d'un nascosto aroma, degli agrumi, delle olive che man mano si gonfiano d'olio.
Prima che l'anno finisca si gusta il nuovo vino, allegrezza dei giorni di festa. Si fanno grandi partite di caccia; e di lepri, di conigli, di volpi riede carico a sera ognii cacciatore.
Cristo nasce mentre l'anno muore; augurio alla vita laboriosa dell'uomo; e nel cielo gelato  brillano le stelle.
Tu guarda sereno all'opera compiuta: se il tuo cuore è puro di macchia,ll bella è la vita.

 La scena descrive un paesaggio di fine ottobre. L'autunno è già avanzato e lo scrittore ne coglie gli aspetti tmalinconici: la migrazione degli uccelli, la nebbia, la desolazione della natura sotto e prime e piogge.
Il contadino ha preparato la terra perché durante l'inverno possa nutrire e conservare i suoi frutti. Intanto il clima festoso dell'autunno avvolge gli uomini nelle attività tipiche di questa stagione, la raccolta delle olive e degli altri frutti autunnali, la caccia, l'allegrezza del vino nuovo.
La breve descrizione si chiude con in inno di ringraziamento alla terra, madre benigna, ed al suo Creatore.



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