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Indifesa figura
di gelide mani avvolta,
sottile tristezza
ti piega a dolorante pianto.

Piccole sono le tue mani
di candida dolcezza,
costrette a catene
di materna indifferenza.

Disdegno dai suoi occhi,
come giaciglio di spine,
ti culla.
Gocce di cristallo
tagliano le gote tue,
nel dondolio dolente.

Feroce è l’oscuro tormento
di vita scarna d’amore,
e madre innaturale
volge il capo altrove.

Sofferente infanzia
porti via anni di beltà
e rimpiangi la morte
in prima giovinezza.

E tu,
vestita di sogni
il viso non copri,
ma miri lontano
un cielo di stelle,
e desio non fu mai così vero
d’ esser libera e sorda
da non sentire tale dolore.