Poesia di Marco Fabio Gasperini
Auschwitz
Avanziamo piano, senza destare
le ombre ancora assopite.
Qui c'è qualcosa di sacro,
nel filo di fumo che sale
dalle macerie, e nel lento
silenzioso vagare del vento.
Avanziamo tra cumuli inerti,
detriti di sguardi e di passi
per sempre spezzati, e tra voci
affaticate e disperse.
Ma voci. E corpi aggrappati
alle loro anime ancora
sciamano stretti in un solo
difficoltoso cammino.
L'aria si fa luce,· l'ombra si nasconde
scivola un raggio di memoria
sui volti segnati, ed insieme
abbandoniamo la notte.
