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La danza dei mesi
di Marco Villa

La danza dei mesi Santo dicembre e' quasi passato sempre da tutti a lungo aspettato e mentre i regali scartiamo contenti arriva gennaio a far battere i denti il freddo pungente ti penetra dentro il grigio la neve sotto il bianco silenzio il più buio dei mesi entra spingendo sono febbraio corto e tremendo alle porte dei venti alle alture montane agl' umidi fossi alle fresche sguazzane all'arcobaleno che l'azzurro ritorni con marzo gli uccelli di canto frastorni volgi lo sguardo e siamo ad aprile un tiepido abbraccio al dolce dormire ai tanti profumi del pesco e del melo le nuvole putti cosparsi nel cielo rosso di rose ad un cuore di mamma soave e fragrante come dolce di panna maggio s'inoltra sinuosa matrona amata viziata sorniona e guardona d'oro i covoni baciati dal sole rosse ciliegie ai nidi d'amore favole e canti stretti in un pugno spogliati arriva il mese di giugno fresco ristoro all'acque marine mete d'atolli fuori confine ristora la fonte la gola già' arsa con petto nudo a luglio si passa leone d'agosto cerchio d'ancelle la volta risplende al pianto di stelle tortuosi e imbruniti con tragico canto ammiri estasiato il magico incanto il calice pieno di nettare ardente il gregge agli stazzi arriva settembre rimane il ricordo a dir poco spiacente al padre dei vizi al dolce far niente vociare contenti con mille tripudi riapron le scuole si torna agli studi il mese d'ottobre riporta al rigore l'intento concreto di esser migliore triste e penoso al pianto di ombre t'aspetta novembre pensiero di tombe ritorno di nubi minaccia piovana col bavero alzato e guanti di lana ma quando m'accorgo che un anno e' passato rimane l'amaro d'avere abusato d'avere abusato del verbo passato per fare la rima dicembre e' tornato.