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Poeti Emergenti











Pablo racconta












E' una delle solite notti ma diversa delle solite, in un paese uguale a molti ma diverso da tutti, la luce e' un misto di blu, bianco, opaco e un riverbero rosso.
L'atmosfera è scaldata da un leggero vento caldo come il soffio di una donna innamorata che ti fa sentire vivo e che riaccende quel calore in centro al corpo che da tempo non si sentiva più.

La luna era di un pieno che faceva male a guardarla, il cielo sembrava che fosse stato il bersaglio di mille mitragliatrici dai quali fori colava la luce delle stelle, mentre guardavo verso l'alto un tintinnio attira la mia attenzione distolgo lo sguardo dal cielo ritorno mio malgrado sulla terra cerco che cosa mi ha distratto da quell'attimo felice, un proiettile.....senza esitare lo raccolgo lo tengo sul palmo della mano sinistra e dico:”ciao bello chissà a chi sei destinato” faccio qualche passo tenendolo ben stretto, poco dopo mi si parano davanti a me 3 esseri non capisco che cosa sono sembrano umani ma emanano un nonso che che non li rende tali.

Quello alla mia sinistra ha lo sguardo basso capelli e barba lunghi,indossa solo un paio di pantaloni a torso nudo e scalzo,la corporatura e' di uno che ha subito molti attacchi ma che si e' difeso sembra stenuato si regge in piedi a malapena.

Davanti a me un uomo con 2 cani che ringhiano senza abbaiare ma basta un gesto di chi li controlla e sarebbero un arma letale in piedi in mezzo a loro un uomo vestito in modo molto elegante, abito nero camicia bianca scarpe di vernice luccicanti come i gemelli che ha ai polsi, in testa un cilindro bardato di una fascia rossa capelli fluenti raccolti in in nastro argento.

L 'ultimo personaggio alla mia sinistra non ha niente di particolare se non fosse per il fatto che lo si percepisce al posto di vederlo emana una luce invisibile e cosi calda che fa male acceca e stordisce.

Tutti hanno pero in mano qualcosa, chiedo:”chi siete” silenzio comincio a capire guardo il proiettile guardo loro, ad un tratto tendono la mano contemporaneamente hanno tutti in mano la stessa cosa, una pistola con il tamburo che mostra che sono scariche.

A chi devo dare il proiettile? Nessuna risposta capito devo decidere chi mi uccidera posso sapere almeno chi siete?

Mi chiamo solitudine sento da sinitsra, io sono rabbia da davanti a me e io sono amore.

Ad un tratto sento un peso nella tasca della giacca infilo la mano sento il freddo dell'acciaio estraggo, ecco la soluzione d un tratto attiro l'attenzione dei signori davanti a me infilo senza esitare la pallottola nella pistola è la sua, metto il dito sul grilletto il mio sguardo è triste inondato di solitudine il mio pugno è colmo di rabbia e la pistola punta sul cuore risolto l'engma, mi avete ucciso tutti e 3.