Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 







Poeti Emergenti














Franco Petrosemolo












Corrispondenza da Buenos Aires



























Buenos Aires….ti guardo e ti vivo con gli occhi dello straniero affamato di confronti e di emozioni.


Ti amo Buenos Aires…

Per le tue Avenida che sono grandi come le nostre autostrade e lunghe… lunghe… lunghe, affollate a tutte le ore  di gente sempre in movimento e da auto sempre silenziose, mai un colpo di clacson,… tante auto… ma soprattutto tanti taxy: i tuoi 40.000 sono dappertutto… viaggiano lentamente come predatori in cerca del cliente per poi sfrecciare come fulmini destreggiandosi nel traffico

Traffico silenzioso interrotto un pò dagli sferraglianti collettivos, alcuni veramente storici, e da qualche sirena di polizia o di ambulanza AYUDA che più che sirene .sembrano le musichette elettroniche dei giocattoli dei bambini….che strano!
Qui si può andare anche a morire accompagnati da  una canzoncina tecno!


Ti amo Buenos Aires…

Per i tuoi palazzi altissimi…eleganti… di una architettura che va dall’Eclettico al Regime Fascista o all’ultramoderno tutto alluminio e vetro….. senza soluzione di continuità …ma tutti con un elemento in comune: l’OTTONE.

I tuoi portero passano le giornate a lucidare maniglie, citofoni, decori in un luccichio continuo aureo….Palazzi che raccontano di una grandezza passata, fatta di pinnacoli, cupole guglie svettanti contro un cielo blu


Ti odio Buenos Aires….

Per i tuoi marciapiedi sempre pieni di buche e voragini che ti obbligano a non distrarti e a camminare con gli occhi sempre per terra. I tuoi marciapiedi  piastrellati, mai d’asfalto come da noi, con tavelle di tutti i colori…. da quelle grigie e bianche, a quelle di graniglia con i sassolini a vista, a quelle stampate a quadretti o a blocchetti di porfido, o a quelle mattonelle quadrate gialle scanalate…… sempre però buche….. a volte riempite con cemento, alla bellemeglio, o coperte con tavole o addirittura lasciate fresche senza nessuna protezione con il conseguente stampo di scarpe e tacchi….. ma quasi sempre e dappertutto sui tuoi marciapiedi si incontro piastrelle ballerine… non di tango!, ma talmente sconnesse da mettere a dura prova le caviglie. Ma in questo continuo cantiere ad ogni incrocio però c’è sempre uno scivolo per carrozzine e descapacidados, dimostrando una attenzione a noi ancora sconosciuta.

I tuoi marciapiedi sono sempre dimora di barboni che dormono…. spesso con solo un cartone per giaciglio e imbaccuccati con stracci come mummie  proprio accanto ad un lussuoso negozio o ad un teatro… o a vecchi  seduti su una sedia che ti chiedono una moneda por comer…


Ti amo e ti odio Buenos Aires…

Città ricca e sporca dove i contrasti si toccano con mano: lusso e ricchezza sfacciata dei grandi magazzini come Alto Palermo o il Patio Bullrich accanto a gente che vive il proprio degrado psicologico con fatalistica rassegnazione che in alcuni casi può diventare però violenta.

Per i tuoi Cartoneros che dopo le otto di sera e per tutta la notte aprono i sacchi della spazzatura, prima che vengano prelevati dai camion, separando carta e cartone, plastica e vetro ….compiendo quella differenziata che qui la gente ancora non sa cosa sia, ma che permette a questa moltitudine di gente organizzata di sopravvivere. Spesso vedi giovani madri non ancora ventenni che rovistano nei sacchi e i loro figli piccoli che rassegnati giocano con improvvisate macchinine sui marciapiedi accanto ai genitori al lavoro….e sono magari le 2 di notte!


Ti amo e ti odio Buenos Aires…

Dove tutto è patrimonio storico…patrimonio dell’umanità dichiarata dall’UNESCO…adesso anche il Tango è stato dichiarato tale…ma forse, con un po’ di cinismo, perché in questo modo si può accedere ai contributi…non so di chi!

Città culturale con i suoi teatri, cinema, librerie aperte anche di notte….con una infinità di gallerie d’arte, musei, fondazioni frequentati sempre da molta gente e non solo turisti, anzi…

Città degli artesanos che sui marciapiedi stendono la loro mercanzia in una mescola multicolore di  cose...a volte kitch, a volte di vero artigianato di qualità.

E poi…la città dell’effimero per eccellenza: dalle statue viventi, ai musicisti di strada, ai ballerini di tango che coinvolgono i turisti per qualche foto… ai banchetti di magia da baraccone..o agli emuli di Maradona o  Messi che compiono virtuosismi di palleggio, sempre con la maglia della nazionale.

La Bandiera, sempre presente… dappertutto …case, palazzi, uniformi,orgoglio della nazione..che sotto quel vessilo unifica tutte le genti così diverse etnicamente: europei,boliviani,cileni,indios…


Ti amo e ti odio Buenos Aires… anche se so che dalla tua imperturbabile facciata mi guardi e vincerai e finirò anch’io per amarti omologandomi con rassegnazione nel vedere in te la città della mia vita futura… vissuta sulle note struggenti di un immancabile… TANGO!