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Poesia di Evgenij Aleksandrovic Evtusenko
In stracarichi tranvai...
In stracarichi tranvai
accalcandoci insieme,
dimenandoci insieme,
insieme barcolliamo. Uguali ci rende

una uguale stanchezza.

Di quando in quando c'inghiotte.

il metrò,
poi dalla bocca fumosa ci risputa ,
il metrò.

Per incerte strade, tra vortici bianchi
camminiamo, uomini accanto a uomì
I nostri fiati si mescolano fra loro,
si scambiano e si confondono le orme
Dalle tasche tiriamo fuori il tabacco,
mugoliamo qualche canzonetta di moda
Urtandoci coi gomiti, .
diciamo scusa  o non diciamo niente.

La neve sbatte contro le facce tranquille
Avare, sorde parole ci scambiamo.
E proprio noi, tutti noi, ecco qui,
tutti insieme, siamo
quello che all'estero chiamano Mosca!

Noi che qui ce ne andiamo con le nostre borse;
sottobraccio, coi nostri pacchetti e fagottelli,
siamo coloro che nei cieli scagliano astronavi
e sbigottiscono i cuori ed i cervelli.

Ognuno per conto suo, attraverso
le nostre Sadowye, lebjazie, Trubnye
secondo un proprio itinerario
senza conoscerci l'un l'altro
noi, sfiorandoci l'un l'altro,
andiamo...
Il riferimento della poesia di Evgenij Aleksandrovic Evtusenko e a Mosca, capitale di una grande potenza, la Russia che manda astronavi nello spazio e vanta grandi poeti e grandi scienzati
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