Vennero i primi freddi. In tutto l'orto non c'era
più che la salvia e qualche ramo di rosmarino.
Pioveva a dirotto.
Il grillo ammucchiò la terra all'ingresso della sua
tana. La chiuse. Poi si adagiò a terra, a testa bas-
sa. S'udiva appena appena la pioggia che batteva
sul tetto.
Le antenne del grillo cominciarono ad agitarsi.
Qualcosa d'immenso passava nell'aria: una forza,
un richiamo possente. E il grillo aspettò. A testa
bassa chiuse gli occhi, in attesa del suo turno.
Poi si girò sulla schiena.
