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San Valentino,Festa degli innamorati
Sì lungiamente m'ha tenuto Amore
Dante Alighieri

Sì lungiamente m'ha tenuto Amore,
e costumato al sua segnoria,
che sì com'elli m'era forte in pria,
così mi sta soave ora nel core.
Prò quando mi tolle sì 'l valore,
che li spiriti par che fuggan via,
allor sente la frale anima mia
tanta dolcezza, che 'l viso ne smore.
Poi prende Amore in me tanta vertute,
che fa li spiriti miei gire parlando;
ed escon for chiamando
la donna mia, per darmi più salute.
Questo m'avvene ovunqu'ella mi vede,
e sì è cosa umil, che noi si crede.


Dante Alighieri
Oltre la spera, che più larga gira

Oltre la spera, che più larga gira,
passa 'l sospiro ch'esce del meo core:
intelligenza nova, che l'Amore
piangendo mette in lui, pur su lo tira.
Quand'elli è giunto là dove disira,
vede una donna, che riceve onore,
e luce si, che lo suo splendore
lo peregrino spirito la mira
Vedela tal, che quando 'l mi ridice,
io non lo 'intendo sì parla sottile
al cor dolente, che lo fa parlare.
So io che parla di quella gentile,
però che spesso recorda Beatrice,
sì ch'i' lo 'ntendo ben, donne mie care.

Ne li occhi porta la mia donna Amore

Ne li occhi porta la mia donna Amore,

per che si fa gentil ciò ch'ella mira;
ov'ella passa, ogni uom ver lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core,
si che, bassando il viso, tutto ismore,
e d'ogni suo difetto allor sospira:
fuggedinnanzi a lei superbia ed ira;
aiutatemi, donne, farle onore.
Ogne dolcezza e ogne pensiero umile
nasce nel core a chi parlar la sente;
ond'è laudato chi prima la vide.
Quel ch'ella par quand'un poco sorride,
non si può dire, nè tenere a mente,
si è nuovo miracolo e gentile.
rose rosse

La tematica d'amore è sicuramente la più ricca di ogni letteratura, e si esplica anche da noi nelle forme più diverse. Prevalente su tutte per purezza di segno, tensione patetica, vibrazioni multiformi quella lirica.
E se anche possiamo riconoscere, con Manzoni, che di amore si parla infinite volte più di quanto convenga «alla conservazione della nostra riverita specie», è pur vero che nello stesso Manzoni il filo conduttore del romanzo è appunto una vicenda, contrastata, di amore.

Che sia amore inteso al fine coniugale non svantaggia davvero la stupenda intensità dell'argomento
Fin dall'antico, epicureismo e platonismo hanno siglato dell'amore due diverse concezioni, intesa la prima alla valorizzazione della sensualità e della voluptas; orientata la seconda alla sublimazione dei sentimenti, alla contemplazione asessuale della bellezza fisica intesa come tramite per una spirituale ascensione al divino.
La civiltà occidentale moderna ha elaborato tali principi anche confrontandoli con le indicazioni del cristianesimo ed ha espresso nel corso dei secoli, nel succedersi delle diverse dottrine d'amore, la propensione per l'uno o per l'altro o per ambedue felicemente coniugati.
E il caso, ad esempio, della dottrina dell'amore cortese che nel Medioevo ha diffuso in contrasto con la morale cristiana e forse seguendo i dettami classici dell 'Ars amatoria di Ovidio - il culto dell'amore adulterino, la fedeltà alla religione d'amore in un rapporto di dipendenza di tipo feudale dell'innamorato dalla dama (si pensi alle allegorie del Roman de la Rose o agli insegnamenti di Andrea Cappellano nel De Amore), nell'Umanesimo, invece, il magistero del Simposio platonico è ripreso e trasmesso da Marsilio Ficino (Sopra lo Amore, Theologia Platonica) in una nuova formula che concilia la valorizzazione della bellezza fisica con la sete di perfezione intellettuale e spirituale: il sentimento d'amore trascende l'appagamento dei sensi ed è anelito al ricongiungimento con Dio.
Il Romanticismo, a sua volta, elaborerà, soprattutto ad opera di Friedrich Schlegel e dello Schleiermacher, una teoria da cui emerge il superamento - attraverso la sintesi della annosa dialettica tra sensi e spirito.
L'atto d'amore nella sua interezza e fin nell'audacia del godimento non turba la sfera dello spirituale, ma anzi consente di svelare le forze segrete della natura e la vita profonda dello spirito universale.
Ma le ragioni dei poeti si discostano da quelle dei filosofi; la storia della lirica d'amore segna, a sua volta, tappe talora antitetiche a quelle della speculazione dottrinaria.
Così, la civiltà medioevale esprime una poesia che già attraverso la difficoltà formale, severamente perseguita e raggiunta, indica il proposito di un'ascesa spirituale alla perfezione - attraverso la Cortesia e l'Umiltà - cui solo la superiorità della donna può guidare; dalla poesia trobadorica a quella dello stilnovismo non è che un affinarsi di questi principi e di queste tecniche, con Dante si arriverà alla Beatrice-simbolo, fonte di eterna salvezza.
Il Petrarca tralascerà le preoccupazioni dottrinarie per tuffarsi nell'indagine psicologica, cantando il tormento della passione e del pentimento.
Anche la poesia umanistica e rinascimentale solo raramente mette a frutto le teorie ficiniane - che pure hanno un loro ruolo, accanto all'imitazione petrarchesca, nel consegnarci immagini quasi  asessuate o almeno non provocanti di creature femminili, per offrire piuttosto un invito  paganeggiante -a godere della giovinezza riflettendo con malinconia sul tempo che fugge.
Anche nel periodo romantico, più che alla sintesi inneggiata dai teorici si canta l'insopprimibile attesa, il sogno di un incontro irrealizzabile, l'impagabile Sehnsucht.
Nella nostra letteratura, le poesie di soggetto amoroso sono le più rappresentative e significanti.
Accanto alle liriche, che naturalmente prevalgono, non mancano brani di poemi o di composizioni drammatiche che adeguano per intensità la lirica.
Il carattere della scelta è fedele al magistero del Simposio platonico è ripreso e trasmesso da Marsilio Ficino (Sopra lo Amore, Theologia Platonica) in una
nuova formula che concilia la valorizzazione della bellezza fisica con la sete di perfezione intellettuale e spirituale: il sentimento d'amore trascendé l'appagamento dei sensi ed è anelito al ricongiungimento con Dio. Il Romanticismo, a sua volta, elaborerà, soprattutto ad opera di Friedrich Schiegel e dello Schleiermacher, una teoria da cui emerge il superamento - attraverso la sintesi - della annosa dialettica tra sensi e spirito.
L'atto d'amore nella sua interezza e fin nell'audacia del godimento non turba la sfera dello spirituale, ma anzi consente di svelare le forze segrete della natura e la vita profonda dello spirito universale.
Ma le ragioni dei poeti si discostano da quelle dei filosofi; la storia della lirica d'amore segna, a sua volta, tappe talora antitetiche a quelle della speculazione dottrinaria.
Così, la civiltà medioevale esprime una poesia che già attraverso la difficoltà   formale, severamente perseguita e raggiunta, indica il proposito di un'ascesa spirituale alla perfezione - attraverso la Cortesia e l'Umiltà - cui solo la superiorità della donna può guidare; dalla poesia trobadorica a quella dello stilnovismo non è che un affinarsi di questi principi e di queste tecniche, con Dante si arriverà alla Beatrice-simbolo, fonte di eterna salvezza.
Il Petrarca tralascerà le preoccupazioni dottrinarie per tuffarsi nell'indagine psicologica, cantando il tormento della passione e del pentimento.
Anche la poesia umanistica e rinascimentale solo raramente mette a frutto le teorie ficiniane - che pure hanno un loro ruolo, accanto all'imitazione petrarchesca, nel consegnarci immagini quasi asessuate o almeno non provocanti di creature femminili, per offrire piuttosto un invito - paganeggiante - a godere della giovinezza riflettendo con malinconia sul tempo che fugge.
Anche nel periodo romantico, più che alla sintesi inneggiata dai teorici si canta l'insopprimibile attesa, il sogno di un incontro irrealizzabile, l'impagabile Sehnsucht.
Le poesie che seguono sono raccolte in progressione cronologica nell'arco della nostra letteratura. Le poesie di soggetto amoroso più rappresentative e significanti.
Accanto alle liriche, che naturalmente prevalgono, non mancano brani di poemi o di composizioni drammatiche che adeguano per intensità la lirica. Il carattere della scelta è fedele alla testimonianza suddetta.
La poesia erotica resta fuori come una linea a sé stante.

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