
Poesia di Giosuè Borsi
Il muratore
Prendi ed eleggi dei matton quadrucci
quelli più esatti, più ben cotti e lisci,
poi con un colpo secco del martello
i troppo acuti spigoli scantucci.
Prendi la pescolata e la spartisci
e il mattone vi adagi al suo livello.
Indi batti su quello
con la cazzuola volta dalla parte
del manico, con arte,
perchè della compressa
calcina agglomerata non avanzi
il più di sotto, ma il soverchio d'essa
spinto di fuori, sia raccolto, innanzi
che si secchi, e ripreso,
impastato, spalmato e ben disteso.
Sono semplici gesti descritti con semplici parole: eppure puoi quasi avere davanti agli occhi la figura del muratore, mentre compie con destrezza e abilità la sua
metodica fatica. Si può sservare la sua calma e la sua precisione e ricordare che in ogni tipo di lavoro occorrono queste qualità per condurre a termine l'opera intrapresa: dopo, per quanto umile essa sia, l'animo si riempie di meritata soddisfazione e della fiducia in se stessi, che proviene dalla consapevolezza di avere compiuto il proprio dovere.
