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Poesia di Giovanni Cena
Il pollivendolo

Egli s'è desto a due pesanti scrolli
del carro e, sparso il viso di rugiada,
guarda il ciel seminato già da molli
fiocchi, ove annega qualche stella rada.
Avanti al carro, ov'è un tender di colli
ansanti, chini a riguardar la strada,
il mulo arranca su tra il fiume e i colli
e par che verso l'infinito vada.
Quando un acuto fischio esce di scatto
d'un fumaiolo. Di terror, di gioia
tutte le stie sussultano ad un tratto.
E tra' fanali morenti di noia
nell'ingorda città tutto quel matto
chiacchierante popolo s'ingoia.

Viva e reale è l'improvvisa apparizione del carro  dal quale balza in piena evidenza la figura dell'uomo, sottolineata da particolari tocchi, quali le piccole stille di rugiada che appaiono sul suo volto e lo sguardo svagato,  errante verso le soffici nubi. L'attenzione si sposta ora sul gruppo di animali che costituiscono la ricchezza di questo tipico individuo: le voci acute dei polli e tutti i rumori della città che si ridesta al sopraggiungere dell' alba, conferiscono un particolare carattere a quest'attività commerciale.

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