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17 marzo 150 anni dell'unità d'Italia
Governo provvisorio e contadini


Sulla mazziniana "Italia del popolo", uno scritto anonimo così analizza, nel 1848, gli atteggiamenti della popolazione rurale di fronte alla rivoluzione e il comportamento del governo provvisorio nato dalle Cinque giornate di Milano
Anche ìn Lombardia vedemmo come quel governo che si ìmpose da sé alla popolare insurrezione del Marzo, non avendo voluto farsi carico delle tristi condizìonì del colono in riguardo alla produzione agricola, non si trovò poi ne' momenti pìù critici appoggiato, come gli sarebbe stato necessario, dalla classe più numerosa del paese, dai contadini, i quali, mal sapendo apprezzare il valore della nazìonale ìndìpendenza, non rilevavano del resto gran differenza nel regime amministratìvo, che è quanto pìù davvìcino li tocca, fra il governo insurrezionale ed il governo stranìero.
Quindì avveniva che nelle campagne il Provvisorio lombardo era qualificato .come il governo deì ricchi.
E non senza ragione. Imperocché persino quelle misure che gìà prima dalle Congregazioni provinciali e dalla Centrale dì Lombardia si reclamavano unanimemente al governo l'abolizione della tassa personale e la sistemazione dei daziì o non austriaco sìccome urgenti per rispetto al popolo agricolo, cioè furono punto praticate dal Prowisorio, o furon messe in atto così tardi, che più non se ne poteva pretender gratitudine, sembrando dettate dalle imperiose circostanze o dal timore d'una sommossa, anziché frutto di spontanea risoluzìone.

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