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Poesia di Ina Seidel
Assoluzione

«Perché sei tanto buona?» disse il figlio.
Lei chinò il capo con spavento, l'occhio
accecato di lacrime.

Pensava: Com'è sconcio il mio vestito
e la mia bocca, tanto spesso vuota
d'amore e di coraggio, è ancora degna
di far sonare il dolce tuo nome?

Il mio cuore, che tante, troppe volte
nei giuochi della vita s'è perduto
è ancora degno della mano santa
di Dio, come rifugio
a te lo assegni?

Trasognata metteva
colpa su colpa. Come erba nel vento
si chinò mormorando:
«Non sono buona».
«Tu sei la madre», le rispose il figlio.

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