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Poesia di David Herbert Lawrence
La vergine madre

Mio piccolo amore, mia cara,
una soglia eri per me,
e uscir mi facevi dai con fini
in questa terra straniera dove
come cardi s'affolla la gente,
se pur piacevoli a vedersi e decorosa.

Mio piccolo amore, mia carissima,
per due volte mia hai generato:
una da ventre tuo, dolce madre,
l'altra dall'anima, libero
per rendermi d'ogni cuore, mia diletta,
libero d'entrare in tutti i cuori.

E così, mio amore, madre mia,
sempre ti sarò fedele.
Due volte son nato, mia carissima:
in te, alla vita e alla morte
ed è questo l'al di là della vita
dove son io fedele.


Ti bacio nell'addio, mia cara,
ora son diverse le nostre vie;
tu un seme sei nella notte,
un uomo io, che deve arare
a difficile terra del futuro
per far germogliare il seme.

Ti bacio nell'addio, mia cara,
qui è finita tra noi.
Oh, foss'io calmo come tu sei,
dolce e quieta nella tua bara!
Dio, Dio! Non dovessi lasciarti
sola, mia diletta.

E' stata detta l'ultima parola, ormai?
Pronunciato è l'addio?
Dammi la forza di lasciarti
ora che sei morta.
Debbo andare, ma senza speranza resta
l'anima mia accanto al tuo letto.

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