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Poesia di Giuseppe Ungaretti 
Giorno per giorno

Nessuno, mamma, ha mai sofferto tanto... 
E il volto già scomparso
ma gli occhi ancora vivi
dal guanciale volgeva alla finestra,
e riempivano passeri la stanza
verso le briciole dal babbo sparse
per distrarre il suo bambino...

Ora potrò baciare solo in sogno
le fiduciose mani...
E discorro, lavoro,
sono appena mutato, te mo, fumo...
Come si può ch'io regga a tanta notte? ...

Mi porteranno gli anni
chissà quali altri orrori,
ma ti sentivo accanto,
m'avresti consolato...

Mai, non saprete mai come m'illumina
l'ombra che mi si pone a lato, timida
quando non spero più...

Ora dov'è, dov'è l'ingenua  voce
che in corsa risuonando per le stanze,
sollevava dai crucci un uomo stanco?..
La terra l'ha disfatta, la protegge
un passato di favola...

Ogni altra voce è un'eco che si spegne
ora che una mi chiama
dalle vette immortali ...

In cielo cerco il tuo felice volto,
ed i miei occhi in me null'altro vedano
quando anch'essi vorrà chiudere Iddio...

E t'amo, e t'amo, ed è continuo schianto!..
Inferocita terra, immane mare
mi separa dal luogo della tomba
dove ora si disperde
il martoriato corpo...
Non conta ...Ascolta sempre più distinta
quella voce d'anima...

Questa poesia esprime l'inconsolabile dolore di un padre che ha visto morire il figlio: ne risente il lamento sul letto di dolore; ne rivede l'immagine col volto ormai spento, ma con ancora gli occhi vivi, disperatamente rivolti verso la luce e la vita, al davanzale della finestra ove i passeri festosi raccolgono le briciole sparse dal poeta per distrarre il suo bambino. 
Il ricordo del bimbo riaccende la disperazione del padre che conduce una vita apparentemente normale; ma ha dentro un vuoto, buio e profondo, che solo nel sogno può parzialmente colmare con la dolcezza di un bacio sulle piccole mani del bimbo.
Le tristi previsioni per gli anni futuri sono rese più sconsolate dalla certezza che gli mancherà il conforto della presenza del figlio: quando l'ombra del bambino delicatamente si pone accanto a lui, il poeta sente la disperazione lasciare il posto alla speranza. 
Lo struggente rimpianto della voce argentina del bimbo, sembra acquietarsi nella certezza dell'eternità, dove il padre raggiungerà il figlio.
Ma nel verso finale il dolore atroce prorompe come un singhiozzo irrefrenabile

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