Poesia di Luciano Erba
Una visita a Caleppio
Tra donne nate per tirare carri
mi sento nascosto come un fungo
in acque basse in cerca di conchiglie
la gamba più all'asciutto è la più scarna
soltanto nell'immagine del padre
giovinetto, vestito da collegio,
o attento a ascoltare «Parla Londra!»
da una radio che sembra un tabernacolo
riesco e mi piace riconoscermi.
Tempo e luogo? ma forse
un novembre di vino e di castagne;
lontano, nel silenzio della bassa,
un landò nero passa oltre le rogge,
lievi calessi accarezzano le strade
già indurite dal freddo. Gli antenati?
In cielo e in terra molte cose, Horatio...
dunque nel novero degli eventi improbabili
niente è proprio impossibile, perfino
ritrovarti, confonderci tutti
in questo mare di nebbia sulle risaie.
