Per la Festa degli alberi
Racconto di M. Roland
Canti d'uccelli e musiche d'insetti
Vita e morte di un albero
Eccoci davanti a un albero: è una quercia, colosso dalla pelle screpolata.
Mondo di rami e di foglie che dà asilo a un mondo di abitanti; in basso gli insetti, nascosti nell'erba e nel muschio umido; i molluschi minuscoli che vivono negli
incavi del tronco; poi i nidi sui primi rami; al piano superiore, nidi dI maggiori dimensioni: colombacci, corvi, gazze.
E a un tratto, la vetta: l'ombra è vinta, l'anima della terra è salita da un ramo all'altro, e si espande sull'ultimo, col canto di un uccellino.
Per abbattere quell'universo, basta una sottile lama d'acciaio.
Ricordo un autunno in cui vidi una festa costellata da quei giganti: tre o quattro boscaioli manovravano la scure, facevano volar via in schegge la base dei tronchi.
E ad ogni colpo dell'uomo, l'albero rispondeva, e un rantolo d'agonia riempiva la foresta. A un tratto, uno scricchiolio. Il gigante oscillava.
Gli uomini arretravano, cercando d'indovinare con lo sguardo dove quel mondo
sarebbe crollato.
Ancora due o tre colpi dell'acciaio scintillante, ancora uno scricchiolio, ed ecco che tutta la massa s'inclina e s'abbatte come una nuvola.
Ora si possono calpestare i nidi, schiacciare le canzoni, si può danzare su quella cima che sfidava la folgore.
