Poesia di M. A. Asturias
Addormentata una stella!
Un albero, tagliato dalla selva e portato nell'officina, parla al falegname mentre l'ascia e la sega lo tagliano, mentre la sgorbia ed altri ferri appuntiti si affondano in lui.
Ma l'albero non sente dolore: sa che il suo mutamento non sarà poi grande, che la sua sostanza non cambierà divenendo tavola, sedia, letto.
Pure, di qualcosa sembra rammaricarsi, quasi avvertire una dolce nostalgia. La nostalgia dei giorni in cui si levava nel cielo e la pioggia si muoveva sulle sue fronde come cosa viva; il rimpianto delle gran notti serene, con le stelle tanto vicine che una di esse era una gemma addormentata tra i rami.
a te, falegname,
tra i miei rami tenni
addormentata una stella ,
e nulla m'importa
l'ascia che taglia
la sega che sega
con denti di cagna
l'unghia, la sgorbia
Albero, io m'abbandono
a le, falegname,
tra i miei rami tenni
sveglia la pioggia,
e nulla m'importa.
galoppa, galoppa
su di me la tua pialla!
Minimo. è il cambiamento!
Chi era il tuo tetto
la tua tavola. la sedia. il tuo letto.
sveglia la pioggia.
tra i miei rami tenni
Albero. io m'abbandono
a te, falegname,
tra i miei rami tenni
addormentata una stella!
