Poesia di Virgilio Giotti
Sul vial
Vardemo, mi e mia fia,
le ombre su la giarina:
pice ombre de 'na tinta
tra rosa e zelestina.
Vardemo in suso; e un Oh!
ela la fa contenta.
Vignude apena fora
ghe xe le foietine
sui rami, averte ancora
una sì una no.
La ridi: e quel su' rìder
de fiola se combina
col verde che xe nato
là susa stamatina,
co' 'ste ombrete qua zoo.
Guardiamo, io e mia figlia, le ombre sulla ghiaina: piccole ombre, di una tinta tra rosa e celestina. Guardiamo in su; e un Oh! fa lei contenta. Venute appena fuori, ci sono le foglioline sui rami, aperte ancora una sì e una no. Ride: e quel suo ridere di bambina si combina col verde che è nato lassù stamattina, con queste ombrette quaggiù.
Una piccola scena di vita familiare che può ricordare per più motivi il componimento di un altro poeta triestino, Umberto Saba : c'è un padre che passeggia con la sua bambina e si compiace di vedere attraverso i suoi occhi i segni primavera che comincia: le piccole ombre colorate sulla ghiaia, le foglioline che stanno per aprirsi. Tutto acquista la delicata della meraviglia innocente della bambina, per poeta sa trovare le parole più lievi e garbate e le immagi tenere. Ma anche perché le immagini sono sottolinea ritmo particolare delle piccole strofe, dal gioco sottile rime, dall'aria di canzonetta.
