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Poesia di Tonino Guerra 
E' piov

 L'aqua ch'la bagna e ch'la fa léus i copp 
la casca te curtéil dréinta e' tinazz; 
Ciudéi la porta e pu mitéi e' cadnazz,
ché 'd fura e' dvénta una nòta da lòp

E' piov sal chèsi, e' piov si èlbar chi è néud,
 e sòta e' vièl e' passa la caròza;
 mo tla cuntrèda i va mèni in bascòza 
e in tèsta un fazulètt sa quatar néud. 

Ò trv un léibar vècc dréita una cassa, 
 eun ad chi léibar che t'a i craid smaréid;
 e' zcòrr ch'u i é una béssa te su néid 
ch'la sta a séntéi se piov una gran massa. 

Piove. Un'acqua che bagna e fa luccicare i coppi /casca nel cortile dentr. il tino /- Chiudete la porta sprangate con catenacci / fuori si prepara un notte da lupi. /Piove sulle case, piove sopra gli alberi nudi /per il vial passa la carrozza /su nella contrada camminano con le mani in tasca /e u fazzoletto con quattro nodi in testa. /lo ho trovato un libro vecchi, dentro una cassa, /uno di quei libri che tu credevi perduto;/ racconta eh c'è una biscia nel nido/ che ascolta se comincia a diluviare.

«Notte da lupi» è un'espressione usata anche nella lingi italiana e solitamente da chi è riparato dentro casa e gode sentirsi protetto e al riparo dalle intemperie. Ciò che accade fuori viene visto attraverso i vetri, e i suoni arrivano attutii chi è al riparo può godere di quelle immagini e di quei suoni. Così fa questo poeta che guarda attentamente ciò che succec fuori, osserva gli effetti della pioggia, spia i passanti freddolo e mal riparati, concedendo a se stesso una sera tranquilla di riposo e di sogni. Dalla soffitta riemergono libri di un tempo vecchie storie dimenticate, dove, guarda caso, si parla di qualcuno che osserva la pioggia.