Poesia di Rosa Staffiere
Un mondo popolato di sogni
lo vissi la mia infanzia
in un mondo popolato di sogni
i miei giorni i miei giochi vissi.
Conoscevo il canto del grillo e la cicala
amavo il sorbo e il pero
ma più d'ogni altro il fico nocchiuto.
E lui ricambiava quel sentimento
offrendomi riparo tra i frondosi rami
e accoglieva il mio canto confuso
a quello dei passeri.
Ora ascolto voci estranee
mentre di lui rimane solo il tronco
con pochi rami e piange sui sogni
infranti, sulle vane illusioni
di chi lontano muore ogni giorno
vivendo e la pena si affonda
qual bisturi a far scempio
dell'anima che un dì fu romantica.
Giugno 1997
in un mondo popolato di sogni
i miei giorni i miei giochi vissi.
Conoscevo il canto del grillo e la cicala
amavo il sorbo e il pero
ma più d'ogni altro il fico nocchiuto.
E lui ricambiava quel sentimento
offrendomi riparo tra i frondosi rami
e accoglieva il mio canto confuso
a quello dei passeri.
Ora ascolto voci estranee
mentre di lui rimane solo il tronco
con pochi rami e piange sui sogni
infranti, sulle vane illusioni
di chi lontano muore ogni giorno
vivendo e la pena si affonda
qual bisturi a far scempio
dell'anima che un dì fu romantica.
Giugno 1997
