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Poesia di Rosa Staffiere
Come furente medusa

E' tornato maggio
ma sul mio viso
non trascorre l'olezzo
di rose esuberanti
né sfiora il caldo ruggito
del leone che tutto pietrifica
come furente Medusa.
Passa furioso il vento
il giardino di rose
è piegato, prostrato
a terra giacciono
petali vizzi e recisi.
Corre forsennato
sovrastando voci piccine
recando e prolungando
l'eco di nomi oscuri
di voci estranee scevre
di inflessioni pietose,
ma metalliche come incise
su un disco dove la sola musica
è quella scaturita da freddi computers.


Maggio 1998

Medusa: essere mostruoso che con lo sguardo uccideva.
Fu uccisa decapitata da Perseo.
 

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