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Poesia di Rocco Scotellaro
I versi e la tagliola

Con la neve si para la tagliola
e si aspettano i gridi dei fringuelli.
La maestra ai bimbi della scuola
legge un verso d'amore per gli uccelli.
Mi piacevano i versi e la tagliola.

Ben pochi fra i bambini non sono andati alla ricerca dei nidi fra i rami o fra i cespugli, o non hanno posto lacci di crino presso le fontane dove gli uccelli vanno a bere. Così faceva Rocco Scotellaro nelle terre della sua povera e amata Lucania,
quand'era fanciullo, ma per una strana e vera contraddizione del cuore umano prediligeva anche i versi d'amore per gli uc-
celli che gli leggeva la maestra.
II ricordo, che nel poeta non è mai sbiadito sogno nostalgico, rivive in un'immediata immagine e nella freschezza di un giuoco.
Pochi hanno sentito con tale naturalezza la poesia della propria infanzia.
A nche il Pascoli è il poeta della fanciullezza, ma quanta diversità fra questo simpatico monello scalzo e il fanciullo malinconico, precocemente filosofo, del Pascoli.

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