
Poesia di Raffaele Carrieri
Notte del gabelliere
La notte il gabelliere
è più povero di Giobbe:
la lepre ha la tana
la pecora la lana
la foglia è compagna
di un'altra foglia.
Non c'è formica
senza formicaio
né cuculo senzabete.
Il nespolo fa il frutto
l'ape il miele
l'inverno porta neve.
In ogni stagione
il gabelliere sconta
il peggio della notte.
Travaglio di vento
tormento di sonno.
Chi rimuove lo stagno,
chi passa nel trifoglio?
All'erta gabelliere
è la Signora Morte.
,
In questa poesia il poeta tarantino di nascita e milanese d'adozione, ricorda la propria esperienza di sorvegliante del dazio a Palermo negli anni 1924-1925.
