Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

argo
Poeti Emergenti

Poesia di Piero Tucceri
Addio, Argo

Ci hai meravigliati come una folata d'amore.

Ci hai sorpresi come un raggio di sole

venuto a rischiarare la nostra cupa aurora.

Ci hai trovati mesti.

Avevamo tragicamente perduto Nero, che ti aveva preceduto.

Sei entrato affettuoso e discreto,

quasi consapevole della austerità del momento.

Quasi consapevole del difficile compito affidatoti.

Non dovevi colmare quel vuoto,

perché ogni affetto è unico e irripetibile.

Proprio come doveva diventare

unico e irripetibile il tuo Affetto.

Ci hai immediatamente conquistati,

creando una formidabile intesa.

Tu sei stato per noi

e noi siamo stati per te

gli agognati figli, fratelli e amici.

Da allora ci hai ricolmati di indimenticabili emozioni.

Ci hai donato straordinarie esperienze di vita.

Ci hai trasmesso il valore

della Vita,

della Gioia,

della Sofferenza

e della Morte.

Ci hai insegnato a capire e a compatire,

Ci hai insegnato a reagire al bisogno.

Le nostre vite son divenute una sola.

Mai ci siamo separati.

Non l'abbiamo fatto nella gioia del bene

e ancor più nella tristezza del male.

Soprattutto nel momento del dolore,

abbiamo assaporato l'importanza della vita.

Suona alieno ai più aridi animi

il tuo dono agli umani,

ma la nostra esperienza oltrepassa gli acquisiti modelli.

Con te è stato così.

Con te è stato sempre così.

Rimane indelebile la tua pena

per la scomparsa di nostro padre

che era ormai divenuto anche tuo padre.

Come noi, ti aveva affranto la sua perdita.

Eppure trovasti la forza per darci coraggio:

per farci reagire e seguitare nel non senso della vita.

Non ci hai mai abbandonati.

Finquando ne hai avuto la forza,

sei rimasto sempre con noi.

Poi ti ha soggiogato la malattia,

mortificando il tuo meraviglioso corpicino.

Ma anch'essa l'hai combattuta con dignità.

Con la tua Dignità!

Concedendoci un estremo segno di coraggio.

Soffrivi.

Soffrivi tanto.

Ma non per questo hai smesso di donarci

affetto e conforto.

Quasi fossimo noi impegnati

contro quel Mostro

che tu hai invece affrontato

da Gigante,

anzi da Eroe.

Non ti sei mai lamentato.

Non ti sei mai dimostrato insofferente.

Semplicemente, non volevi abbandonarci.

Sentivi che quella sarebbe stata la nostra

ultima avventura.

Per questo hai resistito fino allo stremo.

Volevi farcela.

Per rimanere ancora con noi.

Volevi essere invincibile

anche in quell'ardua prova.

Per non vederci soffrire.

Il tuo leale scodinzolare

così diverso dall'ipocrisia dell'umano sorriso,

ci ha sempre confortati.

Ce lo hai donato finquando

hai avuto la forza per farlo.

I tuoi memorabili occhietti,

alla fine oltraggiati dall'inceder del male,

mai hanno cessato di infonderci

amore, coraggio e consolazione.

Fino a quando, delicatamente,

sei entrato in quel sonno

che consente di superare il ponte

che separa l'umana caducità da altri mondi, a noi invisibili,

che ora ti schiudono le loro meraviglie.

Su quel ponte ti ha atteso Nero.

Felice ti ha accolto e adesso ti accompagna

verso nuove ed entusiasmanti avventure.

Insieme ora correte e giocate,

ormai lungi dall'effimero umano.

Da lì, ogni tanto,

volgerete il vostro sguardo verso noi,

infelici mortali,

per mitigarci le cure.

Un giorno forse ci ritroveremo.

Magari proprio su quel ponte

che hai da poco oltrepassato.

Sarebbe quello il più bel giorno delle nostre esistenze.

Perché da lì riprenderemmo verso l'Infinito

la fantastica esperienza del nostro Unico Amore.

Grazie, allora, Argo.

Grazie per tutto quello che ci hai donato

e perdonaci per tutto quello

che non abbiamo saputo darti.

Addio, Argo.

Con Nero rimarrai sempre

nelle nostre Memorie

e nei nostri Cuori.

I tuoi inseparabili Amici

Claudio e Piero