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notte secondo tucceri
Poesia di Piero Tucceri
Notte

Mi giungi sempre attesa
col tuo alone di mistero.

Con la tua dolce quiete
che presto tutto avvolge.
Ti attendo con affanno,
sedotto da un linguaggio
che è intimo e discreto.

Tu sedi ogni clamore.
Tu plachi ogni tormento.
Tu induci riflessione
su quel che mi pervade.
Tu accendi su nel ciel
migliaia di fiammelle
che osservo affascinato
e con animo turbato.

Ti attendo qui da solo,
in un angolo appartato,
e affido il mio pensiero
alla tua dolce quiete.
Sento nel profondo
che il buio tutto avvolge
e cerco di capire
il mondo ch'esso annuncia.

Un mondo certo oscuro,
come i miei pensieri.
Il buio che tu rechi
inver ne schiude un altro,
che ormai ben conosco
perché mi è familiare.

E' il buio che io sento.
E' il buio che m'irrompe.
E' il buio che è in me.
E' il buio che mi attrae
e che mi atterrisce.
E' il buio che conosco,
perché annuncia il Nulla.
Quel Nulla che io sono
e al quale tornerò.

E' il Nulla del tormento.
E' il Nulla che spaventa.
Da esso è che provengo
e a esso tornerò.
In un luogo senza senso,
che domina e lenisce.
Che mi domina da sempre.
Che mi opprime e mi sconforta,
perché tutto dissolve.

Il esso tutto tace.
In esso tutto scema.
L'anelito d'ognuno
è lì che trova fine.
Una fine che inquieta,
perché non percepita.
Una fine tanto attesa
ma che poi non soddisfa.
Una fine che sorprende,
perché priva di senso,
e che al pari non soddisfa
perché non da' risposte.

O notte,
col tuo avvolger tutto,
ricordi che alla fine
è il Nulla che ci attende.
Il buio della notte
è quello del futuro.
E' il buio della fine.
E' il buio di chi spera.
E' il buio di chi attende
un'aurora ormai perduta.

ritratto Piero Tucceri

 

 

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