Te ne sei appena andata
di Pedro Salinas
Te ne sei appena andata
o appena morta,
io però già ti aspetto.
Tutti i tuoi movimenti,
passi, palpiti, ansie,
o la tua morte, quiete,
anche vogliano trarti
verso una solitudine
celestiale o terrestre
non ti sanno distogliere
da quello che stai amando:
vai via, ma ti avvicini,
presto, più tardi, subito.
Lo so, te ne stai andando,
a infinita distanza,
ma i tuoi passi risuonano
in tutte le vaghe ombre
di rumore che, tenui,
a notte fonda incrinano
l’azzurro del silenzio:
suonando come echi.
Se è un rumore di ruote,
sono i treni a portarti,
o le ali, o le nuvole.
Se è un frangersi di onde,
è perché le cavalca
la nave di cristallo
su cui torni. Se foglie
secche, che il vento spinge,
sei tu che vieni piano,
che cammini in un abito
di seta, e va frusciando,
contro il limpido suolo
dell’aria, il suo strascico.
Ogni suono in un’eco
di te me lo trasforma
l’anima che ti attende.
Solo a me sei diretta,
e i tuoi passi si sentono
sempre come venissero
dall’assenza, quel lungo
volteggio
che fai per ritornare.
Ti si vide all’andartene
il rovescio: il tuo arrivo,
vibrante nell’addio.
Così vibra anche l’alba
o nel grigio, o nel rosa,
che percorrendo i cieli,
con passo di crepuscolo,
sul finire del giorno
sembrano – e sono lei,
lei che arriva, imminente
luce che se ne va.
Trad. di Valerio Nardoni
da “Ragioni d’amore”, Passigli Poesia
