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bosco
Poesia di Paul Verlaine
Arietta 

L'ombra degli alberi 
Nella riviera offuscata 
Come un fumo dilegua; 
Tra vere foglie, in aria, 
Le tortore si lagnano. 
Viandante solitario, come 
Lo squallido paesaggio 
Specchiava il tuo pallore, 
Come tristi nell'alto fogliame
Piangevano le naufragate speranze!

Le naufragate speranze. Le speranze fallite, naufragate miseramente nelle tempeste della vita, prima di giungere al porto. Quel lamento di tortore pare al solitario e pallido viandante il pianto stesso delle sue speranze deluse. Così lo squallido paesaggio è l'immagine del suo pallore, della sua tristezza e solitudine: il viandante quasi « ombra» e « fumo» anche lui.
Trad. di B. Dal Fabbro

Paul Verlaine - Metz 1844 - Parigi 1896).
La vita di Verlaine costituisce una ben singolare e miserevole vicenda. Uscito da una famiglia borghese e sposatosi con un'onesta giovinetta, ben presto il poeta abbandonò la propria casa iniziando una disordinata esistenza, che lo degradò ad ogni sorta di vizi e lo condusse persino in carcere, a tratti illuminata da profonde crisi religiose.
La poesia di Verlaine è il farsi canto e musica delle minime occasioni, dei minimi pretesti, ma non già del piccolo e del meschino: quelle occasioni, quei pretesti si può dire siano già per se stessi musica e canto (Romanze senza parole è il titolo di una sua raccolta di versi). Non c'è potenza lirica in lui, ma solo una vena elegiaca, che si modula su una corda sola, e può accogliere di volta in volta le sfumature della malinconia o i trasporti del misticismo. Quello che conta soprattutto è la musica; ed è per questo che i suoi versi, così poco temprati al fuoco dell'intelligenza, non durano oltre la lor breve stagione, oltre il cerchio di propagazione di quel canto.

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