
Poesia di Paul Eluard
Il sordo e il cieco
Vinceremo il mare con campane
Nelle tasche, col fragore del mare
Nel mare, o recheremo invece
Un'acqua più pura e silenziosa?
Stropicciandosi le mani l'acqua arrota coltelli
I guerrieri han rinvenuto le armi nell'onde
E il rumore dei loro colpi somiglia a quello
Delle rocce che sfondano i battelli nella notte.
È la tempesta e il tuono. Perché non il silenzio
Del diluvio, se in noi è lo spazio vagheggiato
Per il silenzio più vasto e respireremo
Come il vento dei mari tremendi, come il vento
Che si inerpica lento su tutti gli orizzonti?
da «Morire di non morire ».
