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Cristoforo Colombo

Il 3 agosto 1476 Colombo si trovava a bordo di una delle navi genovesi che trasportavano merce a Lisbona.
Verso sera il convoglio venne attaccato da una squadra navale
franco-portoghese, e le navi genovesi, inferiori per numero e per armamento, vennero affondate.
Colombo, ferito, riusci a nuotare per sei miglia e raggiunse la terra; fu quello il suo arrivo in Portogallo, il luogo in cui maturò il suo grande progetto.
Quando vi si stabili Colombo, Lisbona, la capitale portoghese, era la città di mare più attiva, più intraprendente, più «aperta » ai grandi e audaci progetti.
Il desiderio di scoprire la «via di mare » verso le Indie era vivissimo.
Erano stati fatti molti tentativi e sempre per quella unica via ritenuta possibile: giungere alle Indie, circumnavigando l'Africa.
Nessuno aveva pensato all'oceano fino al giorno in cui Colombo, forte della teoria del Toscanelli, propose al re del Portogallo di concedergli una piccola flotta per arrivare alle Indie dopo aver attraversato l'oceano.
 Il navigatore genovese destinava le innumerevoli ricchezze, che l'impresa
avrebbe fruttato, all'allestimento di una poderosa crociata destinata a liberare definitivamente i Luoghi Santi.
Il re del Portogallo giudicò lui, folle, e folli, le sue idee.
Tuttavia Colombo lo convinse a sottoporre il suo progetto alla Commissione scientifica per la navigazione: la Commissione non bocciò del tutto il progetto, lo ritenne irrealizzabile.
Colombo aveva speso tutto nel tentativo di far approvare il suo progetto. Temendo di esser arrestato per debiti, abbandonò Lisbona per la Spagna. Cercò di convincere i reali spagnoli; il suo progetto venne esaminato e giudicato inattuabile, da un 'altra commissione.
Per ben sei anni Colombo tenne duro, fra umiliazioni d'ogni genere.
Infine, dopo tanti anni, la casa reale spagnola bocciava definitivamente il progetto ritenendo eccessive le spese per attuarlo.
Colombo, deluso nelle sue speranze, pensava di raggiungere la corte francese.
 Ma la regina Isabella lo fece richiamare: convinta dal suo confessore
amico di Colombo o finanziava e gli concedeva tre navi per tentare l'avventura.
I sovrani avevano capito (nel frattempo il portoghese Bartolomeo Diaz aveva doppiato il Capo di Buona Speranza) che conveniva giocare quella carta: il rischio economico era minimo se si consideravano i vantaggi che potevano derivare dal felice esito della spedizione.
Colombo ebbe tre caravelle, il titolo di Ammiraglio dell'oceano e venne fatto viceré e governatore di tutte quelle terre che avrebbe eventualmente scoperto.
Dopo il primo viaggio, Colombo venne accolto in Spagna con tutti gli onori: il suo merito riconosciuto ed esaltato.
Ma, in seguito, cadde in disgrazia. Le terre scoperte non erano favolosamente ricche come si sperava; la colonizzazione si presentava difficile; le Indie non erano state raggiunte.
Di tutto, Colombo venne ritenuto responsabile.
Gli fu tolto il titolo di viceré, e il suo successore, senza attendere ordini dai sovrani, lo spedi in Spagna incatenato, come un malfattore.
I sovrani spagnoli ripararono quell'affronto, liberando il grande navigatore, ma
Colombo non riacquistò mai più il favore, i benefici di cui aveva goduto un tempo.
Finì i suoi giorni a Valladolid, fino all'ultimo convinto di aver raggiunto l'Asia, non un nuovo continente.





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