Poesia di Maria Pellino
Estranea
Estranea in terra natale,
alcun grembo ti generò,
anima ribelle.
Privata dell'essenza
ruggisci nel tormento
e dal dolore trai intimo ardore.
Ora che il tempo è rinsavito,
ma ancora avverso,
costeggi le altitudini del mutamento,
errante e vagabonda
nel perimetro di nuove follie.
Tu anima, apriti alla poesia,
gemma, figlia e rifugio del pensiero.
Immergiti nella luce della parola
e nell'amore dell'intuizione,
destati integra e pura
dagli scompigli interiori
e aggrappati sovente
al tuo divenire
sostanza di eternità.
® Maria Pellino
